A luglio 2026 la RCF Arena di Reggio Emilia tornerà al centro del circuito live internazionale, ma questa volta con un progetto completamente nuovo. Si chiama Hellwatt Festival e non vuole essere solo un nuovo appuntamento estivo, ma un format capace di ridefinire il modello dei grandi eventi musicali in Italia.
La cornice è quella ormai consolidata della venue emiliana — oltre 100.000 spettatori di capienza — che negli ultimi anni ha già ospitato produzioni globali con artisti come Harry Styles, Rammstein e AC/DC. A guidare il progetto è la società C.Volo S.p.A.. Dopo aver testato la macchina organizzativa su singoli eventi punta ora a un formato più esteso e articolato: cinque giornate distribuite tra il 4 e il 18 luglio (4, 5, 11, 17 e 18).

Più che una semplice sequenza di concerti, Hellwatt Festival si presenta come un’esperienza modulare, costruita su più livelli e pensata per accompagnare il pubblico lungo l’intera giornata.
Il Main Stage è solo una parte del racconto: attorno si sviluppa un sistema che include pre-party e afterparty, progettati per trasformare l’area della RCF Arena in uno spazio attivo dalle ore centrali del giorno fino a notte inoltrata. La lingua principare sarà dunque l’elettronica con Guest internazionali in quasi tutte le date.
La direzione musicale riflette questa impostazione ibrida. Le prime due giornate, in particolare, mostrano chiaramente la volontà di mescolare linguaggi diversi. Il 4 luglio si muove tra hip hop e R&B internazionale — da Wiz Khalifa a Ty Dolla $ign, passando per Ice Spice, Offset e Baby Gang — con una chiusura affidata a Lost Frequencies e Martin Garrix che introduce il passaggio verso sonorità più elettroniche.

Il giorno successivo domenica 5 Luglio amplia ulteriormente lo spettro: dal pop alternativo di Lolita al reggaeton globale di Nicky Jam e Ozuna, fino alla dimensione pop internazionale di Rita Ora e The Chainsmokers. È però nella seconda parte della serata che emerge con più chiarezza la linea curatoriale del festival, con una sequenza di set firmati da Afrojack, Dimitri Vegas & Like Mike e DJ Snake, costruita come blocco compatto ad alta intensità.
L’11 luglio rappresenta invece uno dei momenti chiave dell’intera programmazione, con gli Swedish House Mafia come headliner. La loro presenza segna un punto di contatto diretto con la storia recente dei grandi festival elettronici, rafforzata da artisti come Alok, Clean Bandit e Benny Benassi, che torna a esibirsi nella sua città.

Le ultime due date spostano il baricentro verso un pubblico ancora più ampio: il 17 luglio è dedicato a Travis Scott, con una prima release già sold out, mentre il 18 luglio sarà la volta di Ye, atteso in Italia in un momento di forte attenzione mediatica legata anche all’uscita del nuovo album.
Parallelamente al programma principale, Hellwatt costruisce una seconda dimensione altrettanto centrale. Ogni giornata sarà infatti affiancata da pre-party e afterparty all’interno dell’Iren Green Park, con il format Zamna Takeover @ Hellwatt Festival. Nato a Tulum, Zamna è oggi uno dei brand più riconoscibili nella scena elettronica globale e porta a Reggio Emilia un format pensato per circa 25.000 persone, con una programmazione orientata alla tech house e alla scena underground.
Qui si alterneranno artisti come Marco Carola, Ilario Alicante, East End Dubs e Ale De Tuglie per la data del 5 Luglio, dando continuità all’esperienza musicale anche fuori dal Main Stage e creando un collegamento diretto tra dimensione festival e cultura club.
A sostenere l’impianto complessivo c’è una componente produttiva particolarmente ambiziosa. Il progetto coinvolge realtà come Moment Factory, studio canadese specializzato in ambienti immersivi. Al progetto parteciperanno anche scenografi che hanno lavorato a alcune delle scenografie più iconiche del Glastonbury Festival. Per la prima volta vi sarà una collaborazione inedita con il collettivo britannico Arcadia Spectacular. La direzione produttiva è affidata a Vittorio Dellacasa (Delamaison Productions), con un approccio che punta a integrare scenografie digitali, installazioni e progettazione dello spazio in modo organico.

Il risultato, nelle intenzioni, è quello di costruire un ambiente in cui musica e produzione visiva si sostengono a vicenda, senza che una componente sovrasti l’altra.
Le premesse per Hellwatt Festival — per dimensioni, lineup e struttura — sono quelle di un progetto fuori scala rispetto al contesto nazionale. Sarà intenzione di tutti contribuire alla ben riuscita di questo progetto tanto ambizioso quanto necessario per confermare il ruolo dell’Italia nel mercato dei grandi eventi europei.

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