Durante la seconda serata del suo evento “Day of the deadmau5”, tenutosi lo scorso weekend al Red Rocks Amphitheatre, il producer canadese deadmau5 ha introdotto sul palco un robot umanoide Figure 02, sviluppato dalla start-up statunitense Figure AI. L’apparizione della macchina è stata integrata all’interno del set come parte di un segmento performativo specifico.
La presenza del robot rappresenta un’estensione del percorso di sperimentazione tecnologica avviato da deadmau5 negli ultimi anni, con particolare attenzione a nuovi strumenti di palco e sistemi automatizzati. In una recente intervista a Westword, l’artista aveva anticipato l’introduzione di “nuove modalità di esibizione” e l’utilizzo di tecnologie sviluppate in collaborazione con una compagnia non dichiarata, con l’obiettivo di testarne il comportamento in condizioni ambientali reali.

I movimenti del Figure 02 durante la serata erano pre-programmati e non indicano capacità di improvvisazione musicale autonoma. L’intervento del robot è stato descritto come “strutturato in anticipo”, con funzioni limitate a una componente scenica e dimostrativa.
L’apparizione del robot è stata interpretata da testate del settore – RoboHorizon – come un’operazione strategica di Figure AI volta a collocare l’umanoide anche in contesti culturali e di intrattenimento, oltre che in quelli industriali. L’obiettivo sarebbe quello di ampliare la percezione pubblica della robotica, associandola a figure artistiche ad alto profilo.
Le reazioni del pubblico, raccolte su social e forum, mostrano una combinazione di curiosità e perplessità. Molti spettatori hanno interpretato l’intervento come un esperimento scenico, più che come un contributo musicale.
Per il settore della performance elettronica, l’episodio rappresenta un caso di studio rilevante su come la robotica possa essere inserita all’interno di eventi dal vivo senza assumere funzioni strettamente operative, ma contribuendo alla costruzione di una narrativa sul rapporto tra uomo e tecnologia.
L’apparizione del Figure 02 durante la performance di deadmau5 non costituisce un passo avanti nell’autonomia creativa dei robot, ma offre un’indicazione chiara: l’industria musicale e quella robotica stanno iniziando a interagire anche sul piano simbolico e comunicativo.
Dopo Reinier Zonneveld un altro DJ si avvicina a idee fino a qualche anno fa distanti anni luce.

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