Negli ultimi giorni mi sono imbattuto in un festival “nuovo”. Uno di quelli che storicamente non ho mai sentito in oltre 10 anni nel settore. È Glücksgefühle, appuntamento nato nel 2023 all’Hockenheimring e arrivato nel 2026 a circa 250.000 presenze.
Dietro al progetto ci sono il promoter Markus Krampe e Lukas Podolski, ex calciatore della nazionale tedesca e campione del mondo nel 2014 con qualche presenza all’Inter. Il suo coinvolgimento rappresenta uno degli aspetti più insoliti del festival: Podolski non è infatti soltanto un volto associato all’evento, ma partecipa direttamente alla sua organizzazione.
Il festival è costruito su una formula trasversale. Piuttosto che concentrarsi su una singola scena, Glücksgefühle riunisce EDM, dance, pop, hip-hop e musica tedesca all’interno dello stesso programma. Una scelta che si riflette anche nella line-up: l’edizione 2026 ha visto alternarsi artisti come David Guetta, Hardwell, Boris Brejcha, Dimitri Vegas & Like Mike e Scooter, insieme a numerosi nomi provenienti da generi differenti.

La musica occupa quindi una parte centrale di un progetto che punta anche sulla dimensione dell’intrattenimento. L’Hockenheimring, con circa un milione di metri quadrati di superficie, viene trasformato per quattro giorni in un’area festivaliera con tre palchi e un programma che comprende anche attività e attrazioni al di fuori dei concerti.
La location è senza dubbio suggestiva. Stiamo parlando di uno dei circuiti automobilistici più famosi della Germania e d’Europa, dove si sono tenute oltre 37 gare di Formula 1.
Gli spazi sono una caratteristica che distingue Glücksgefühle da molti festival europei più legati a una specifica identità musicale. Qui il criterio principale non sembra essere l’appartenenza a una scena, ma la possibilità di costruire un evento capace di rivolgersi a un pubblico ampio.
La crescita è stata accompagnata da investimenti e da una progressiva stabilizzazione del progetto. L’accordo con l’Hockenheimring è stato infatti esteso fino al 2035, mentre dal 2026 il festival si svolge nel primo weekend di settembre.
Anche il coinvolgimento di Podolski va letto in questo contesto. La sua notorietà nel mondo dello sport aggiunge al festival una dimensione che va oltre il tradizionale pubblico musicale e contribuisce a collegare due settori dell’intrattenimento generalmente separati. È un modello già presente in altri mercati, ma ancora relativamente poco comune quando si parla di grandi festival musicali.

L’edizione 2026 ha inoltre mostrato quanto un evento di queste dimensioni possa entrare nel dibattito pubblico. La vicenda legata agli Alphaville, inizialmente esclusi dal festival per le possibili dichiarazioni politiche sul palco e successivamente invitati nuovamente dagli organizzatori, ha aperto una discussione sul rapporto tra neutralità politica dei festival e libertà di espressione degli artisti. La band ha poi scelto di non partecipare.
Al di là dell’episodio, Glücksgefühle rappresenta oggi uno dei progetti più interessanti da osservare nel panorama tedesco dei grandi eventi. Non per la sua appartenenza a una particolare scena, ma per il modello che sta sviluppando: un festival generalista, costruito su grandi numeri e su una programmazione capace di attraversare generi diversi.
Il ruolo di Podolski rende la storia ancora più particolare, ma sono soprattutto le dimensioni raggiunte in pochi anni a spiegare perché Glücksgefühle abbia iniziato a occupare uno spazio sempre più rilevante nel calendario dei festival tedeschi.
