Negli ultimi anni Londra ha vissuto una trasformazione profonda della propria nightlife. La chiusura di Printworks, l’evoluzione di Drumsheds e la continua ricerca di nuovi spazi in grado di ospitare produzioni sempre più imponenti hanno ridisegnato gli equilibri della club culture britannica. In questo scenario si inserisce IRONWORKS, il nuovo progetto firmato da LWE e PROJEKT, che promette di diventare uno dei nuovi poli della musica elettronica europea.

Più che un semplice club, IRONWORKS nasce come una warehouse contemporanea pensata per eventi di grande formato. La location, sviluppata all’interno di un ex complesso industriale nei Royal Docks, conserva quell’estetica grezza che da sempre rappresenta uno dei marchi di fabbrica della scena londinese, ma la reinterpreta attraverso standard produttivi di ultima generazione. Un concept che guarda chiaramente alle grandi destinazioni europee dedicate all’elettronica senza perdere l’identità underground che ha reso Londra una delle capitali mondiali del clubbing.

Non è un caso che dietro il progetto ci sia LWE, realtà che negli ultimi dieci anni ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo della scena britannica. Da Junction 2 ai format ospitati al Tobacco Dock, il promoter inglese ha costruito un’identità fondata sulla qualità artistica, sulla ricerca sonora e su produzioni capaci di valorizzare location non convenzionali. IRONWORKS rappresenta probabilmente il passo più ambizioso di questo percorso.

Anche la scelta degli artisti chiamati a inaugurare il venue racconta molto della direzione intrapresa. Nessuna line-up “enciclopedica”, ma una serie di takeover affidati a brand e artisti con una forte identità musicale.

Ad aprire le danze, il 3 ottobre, sarà Jamie Jones, figura centrale della house contemporanea e uno dei DJ che meglio rappresentano la filosofia dei set lunghi e costruiti senza compromessi. Il DJ gallese oltre ad avere l’onere ed onore di inaugurare il club più chiaccherato dell’anno, proporrà il suo nuovo Voyager: 3 set, 2010 era set, musicisti e strumenti per musiche dal vivo per le sue hit e pezzi unrelease.

@jamiejonesmusic

One night. One journey. VOYAGER tickets are on sale now.

♬ original sound – Jamie Jones 🌴

Una settimana più tardi toccherà a Eric Prydz, da sempre sinonimo di produzioni audiovisive spettacolari e performance dal forte impatto immersivo. Il 17 ottobre sarà invece il turno dei CamelPhat, che porteranno a Londra un extended set di quattro ore, formato sempre più apprezzato da un pubblico che negli ultimi anni sembra aver riscoperto il valore del racconto musicale rispetto alla semplice successione di hit.

Il weekend di Halloween sarà affidato ad Appetite, uno dei marchi emergenti più interessanti della scena UK, mentre la prima serie di opening show si concluderà il 1° novembre con Charlotte de Witte, artista che continua a rappresentare uno dei riferimenti assoluti della techno mondiale e una delle poche DJ in grado di riempire venue di queste dimensioni mantenendo un’identità sonora ben definita.

La sensazione è che IRONWORKS voglia occupare uno spazio preciso all’interno del panorama europeo. Non quello del superclub tradizionale, ma quello delle grandi warehouse capaci di costruire eventi intorno all’esperienza complessiva piuttosto che alla semplice line-up. Una filosofia che negli ultimi anni ha premiato realtà come Drumsheds, Depot Mayfield o The Warehouse Project e che oggi trova una nuova interpretazione nel cuore dei Royal Docks.

Se il progetto manterrà le promesse, IRONWORKS potrebbe rappresentare uno degli opening più importanti degli ultimi anni per la scena elettronica europea. Perché oggi, più che aprire un nuovo locale, significa provare a costruire una nuova destinazione per il clubbing internazionale. E Londra, storicamente, è sempre stata il posto giusto per provarci.

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