Ogni Festival che si rispetti ha una propria casa. Tomorrowland con il parco De Schorre di Boom, Awakenings tra Gashouder e Hilvarenbeek, Kappa FuturFestival al Parco Dora. Pensateci. Quando si legge il nome di un festival solitamente si da per scontato il luogo dove si terrà. Nameless Festival durante la propria storia ha avuto 3 differenti location: Lecco, dove il Festival è nato; Barzio, dove il pubblico si è innamorato di Nameless e Annone di Brianza, dove Nameless è cresciuto.
Il ritorno a Lecco può essere definito con una sola parola: Internazionale. Mai come in questa edizione tra i palchi di Nameless Festival si sentiva ovunque parlare una lingua straniera: tantissimi americani, molti inglesi, buona rappresentanza di francesi. Parlando di numeri circa il 20% dei 90.000 partecipanti alla karmesse era straniera, di cui il 10% oltreoceano.
Il centro sportivo del Bione rappresenta una scelta vincente per Nameless. Spazi grandi quanto l’area di Annone in una zona bella quasi quanto lo era Barzio. Raggiungibile a piedi in 35 minuti dal centro di Lecco e con ampi parcheggi limitroni. Da citare la quasi assenza di problematiche sulla viabilità. Il tutto è stato reso possibile non solo dall’organizzazione impeccabile (e talentuosa) del Festival, ma anche grazie al coordinamento dell’Amministrazione Locale.

Da citare l’importantissima partership con Trenord: la limitrofa stazione di servizio consentiva di poter tornare comodamente a Milano finito il festival; mentre per i paesi attorno a Lecco vi era un servizio navetta gratuito. Aspetti non scontati che hanno permesso anche un grande afflusso di clienti stranieri dal capoluogo lombardo.
La scelta artistica segue le fila della precedente edizione. Musica elettronica come genere centrale coadiuvata da Live per il genere urban/pop di qualità sul palco dedicato. Gli stage sono rimasti invariati: il nuovo Mainstage chiamato Ploom Stage, la Garnier Fructis Arena, la Nameless Tent, la Red Bull Energy Zone e l’Heineken Stage.
L’estetismo dei palchi ha confermato la qualità espressa dalla lineup. Il Ploom Stage è stato uno degli stage più belli mai avuti a Nameless Festival. Al di fuori dei giochi di pirotecnici è stato proprio bello il setup creato. L’Heineken Stage molto migliorato in cui la stessa Heineken ha avuto modo di lanciare Clinker, cosi come il Red Bull Stage con è stato introdotta un’acustica tridimensionale spaziale con L-Acoustics. La Nameless Tent è stata un po’ dai due volti: di giorno un po’ sottotono, mentre di notte si “accendeva” grazie anche ai ledwall montati sulla parte alta interna del tendone.

La Red Bull Energy Zone vedeva anche quest’anno la partecipazione di etichette e format di primo rilievo come Defected, etichetta regina della house music; Glitterbox, il format disco più iconico al mondo; e CRUNCH, il progetto di Frank Storm. Al Nameless Tend invece il primo giorno ha visto la presenza di Worried About Henry come lo scorso anno, mentre l’ultimo giorno in escusiva la presenza dell’etichetta di Monstercat.
I tre headliners rappresentano un po l’evoluzione degli ultimi 15 anni della musica elettronica. Calvin Harris non ha bisogno di presentazione. La data del 30 Maggio è finita nella storia per gli appassionati genere, con un ritorno atteso 13 anni in Italia. Il set ha rappresentato per filo e per segno quel che rappresenta il DJ britannico, con le sue hit di inizio anni ’10 a supporto le sue recenti pubblicazioni.

L’headliner del secondo giorno è stato John Summit, probabilmente l’artista più in hype in questo momento. Reduce dalla chiusura del Mainstage di Ultra Music Festival, del suo live due settimane fa davanti a 70.000 persone e fresco di pubblicazione del suo nuovo album, l’artista americano era uno dei guest più attesi di Nameless Festival. Sotto una battente a tratti pioggia, il suo set ha confermato lo status come uno dei next big thing dei prossimi anni.
A Fisher invece è toccato il compito di chiudere il Festival. L’artista australiano è riuscito a coinvolgere tutto il pubblico con il suo sound indistinguibile quanto coinvolgente. Bel levelup anche per la parte grafica delle visual del suo show.
Altri set degni di menzione durante Nameless Festival sono stati Svdden Death, per la prima volta in Italia, gli Hybrid Minds i quali avevano il giorno dopo il proprio festival a Londra, i ragazzi di Cripta e due degli ospiti Less Names: EDMMARO e Camoufly.

L’edizione 2026 del Nameless Festival è stata anticipata dalla Lake Como Music Week, una rassegna gratuita andata in scena dal 28 maggio al 1° giugno nel centro di Lecco. Tra talk, incontri e showcase dedicati al mondo della musica, il programma ha ospitato interventi di Giulia Blasi e Carlotta Vagnoli, oltre a momenti di approfondimento con professionisti del settore come EDMMARO, Leonardo Beccafichi (Fresco) e Tommaso Colliva. Questa iniziativa è stata pensata per ampliare l’esperienza del Festival, credo sia una dei più grandi colpi sfoderati da Nameless Festival.
Se negli ultimi anni Nameless aveva consolidato il proprio ruolo tra i principali festival italiani, questa edizione ha rappresentato qualcosa di diverso: un salto di dimensione. Il ritorno a Lecco, la crescente presenza di pubblico internazionale, una produzione all’altezza dei grandi eventi europei e una proposta artistica sempre più trasversale segnano l’inizio di una nuova fase.
Per anni Nameless ha guardato all’Europa. Oggi è l’Europa che può iniziare a guardare a Nameless.
Intanto, sono appena state rese note i prossimi appuntamenti: confermato Nameless Winter a Barzio per le date del 13 e 14 Febbraio 2027 e quelle di Nameless Festival a Lecco previsto per il 4,5,6 Giugno 2027. I Super Early Ticket disponibili domani sul sito.
