Il Poplar Festival torna a muoversi con l’eleganza di chi conosce bene la propria identità. Dopo aver annunciato le date della nuova edizione, il festival trentino svela i primi nomi della line up 2026 e ribadisce una direzione artistica che, negli ultimi anni, lo ha reso uno degli appuntamenti indipendenti più solidi e riconoscibili del panorama italiano.

Dal 10 al 13 settembre il festival riabbraccerà il Doss Trento, la riserva naturale che domina la città di Trento e di cui ormai è parte integrante del suo racconto. Uno spazio affascinante e al tempo stesso sfidante, a capienza ridotta, che Poplar continua a scegliere con ostinazione: non per comodità, ma per coerenza. Dopo un 2025 da circa 18.000 presenze, la crescita non ha portato a inseguire dimensioni più grandi, bensì a rafforzare un’idea precisa di festival.

Poplar Festival
Poplar Festival 2025

“For that beautiful feeling” è il payoff di questa edizione, ma suona più come un manifesto che come uno slogan. In un tempo che premia l’iper-competizione e l’individualismo, Poplar Festival rivendica la leggerezza e la gioia collettiva come gesto politico. Stringersi, fare comunità, creare uno spazio in cui la musica diventa occasione di incontro reale.

In cima al primo annuncio c’è l’esclusiva italiana del live audio/visivo di Floating Points (UK). Dopo lo show incredibile della scorsa estate al Kappa FuturFestival, il progetto di Sam Shepherd torna in Italia. Le sue architetture sonore – sospese tra jazz, club culture e scrittura orchestrale – trovano nel live una dimensione totalizzante, capace di trasformare il concerto in esperienza immersiva. L’ultimo lavoro, Cascade, ha confermato la sua abilità nel coniugare pulsazione ipnotica e raffinatezza compositiva, rendendolo una figura di culto trasversale alle scene.

Floating Points LIVE a Londra (UK)

Rituale, ma in chiave elettronica, è anche la dimensione di Ela Minus, artista colombiana interessantissima che torna in Italia (ultimo live a Bologna a Ottobre 2025) dopo i grandi palchi internazionali. Con il nuovo album DÍA, l’artista ribadisce un approccio radicale: solo hardware, nessun compromesso, una tensione costante tra danza e resistenza emotiva. Il suo live è stato uno dei più immersivi visti lo scoso anno.

A completare il versante internazionale, l’energia rave dei londinesi 4AM Kru (UK), pronti a rileggere jungle e UK rave culture in chiave contemporanea, e l’estro imprevedibile dell’australiano Donny Benét (AU), performer di culto che fonde ironia, groove analogico e virtuosismo, fresco del nuovo album strumentale Il Basso.

Altro snodo cruciale sarà il concerto de I Cani, il progetto guidato da Niccolò Contessa, tornato quest’anno con Post Mortem, probabilmente il capitolo più stratificato e ambizioso della loro discografia. Dopo oltre dieci anni lontani dai palchi, la loro presenza a Poplar Festival assume un valore particolare: sarà l’ultima data del tour italiano. Un passaggio di consegne emotivo, destinato a diventare uno dei momenti più intensi dell’edizione.

Dalla Manchester più viscerale arrivano i Maruja (UK), tra le live band più incendiarie del circuito underground. Sul fronte più intimista si muove Dove Ellis, giovane cantautore irlandese che con il debutto Blizzard ha raccolto consensi e consolidato il proprio profilo anche negli Stati Uniti. Chiude il primo annuncio FreshMula, tra le voci più interessanti della nuova scena urban italiana.

Abbonamenti ai 4 giorni di Poplar Festival disponibili sul sito di DICE.

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