All’interno di Romaeuropa Festival torna Ultra Club: otto giornate tra elettronica, live audiovisivi, club culture, arte digitale e nuove tecnologie.

Per una settimana, dal 19 al 27 settembre, il Mattatoio di Roma diventa uno dei punti più interessanti per ricerca musicale e innovazione digitale. È qui che prende forma Ultra Club, il progetto inserito nella quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival e curato da Matteo Antonaci, Giulia Di Giovanni e Federica Patti.

Ultra Club sceglie di allargare il campo: elettronica, performance audiovisive, sound art, design, gaming e arti digitali entrano nello stesso contenitore, creando un programma che non segue necessariamente le coordinate tradizionali della nightlife. Il club diventa così un linguaggio, un modo per mettere in relazione suono, immagine e tecnologia.

Ultra Club
Crediti: Ufficio Stampa

A dare il via alla settimana sarà Agatha FORWARD, nuova tappa nella storia di Agatha, una delle realtà che hanno contribuito a definire la club culture romana degli anni Novanta.

La serata del 19 settembre, con la direzione di Andrea Lai e Riccardo Petitti, mette insieme memoria e presente attraverso fotografia, performance e musica, con il lavoro di Mirko Ostuni e il live audiovisivo Fragmenta di Alessandro Roberti e Carmine Iuvone, oltre ai set di Bluemarina, VSC (Reveries), Future Nomadz e DNN (LOBO).

Nei giorni successivi Ultra Club cambia continuamente prospettiva. C’è la scena indipendente italiana raccontata attraverso 42 Records e Panico Concerti, ma anche un confronto con tradizioni musicali rilette attraverso linguaggi contemporanei, come nel caso di Fillas de Cassandra e Davide Ambrogio.

Sono percorsi apparentemente lontani che condividono però la stessa attitudine: prendere un patrimonio esistente e trasformarlo, invece di limitarne il significato alla sua forma originale.

È soprattutto sul terreno della ricerca elettronica che il progetto trova una delle sue coordinate più nette. Il 23 settembre arriva Kangding Ray, alias David Letellier, con Superfluid LIVE A/V, un progetto in cui techno, ambient e sperimentazione diventano materia audiovisiva.

Il giorno successivo, in collaborazione con KLANG, il programma si sposta verso una nuova generazione di artisti che lavorano sulle zone di confine tra club music, elettronica, jazz e pop sperimentale, con aya, J. LUDVIG III ed EMMA.

Ultra Club
Kangding Ray. Crediti: KEYI Studio

La parte audiovisiva torna centrale anche nell’appuntamento con Visioni Parallele, dove la musica dialoga con la sound art e la ricerca visuale. Il live di prima stanza a destra e H U M I di Riccardo Giovinetto affrontano due percorsi differenti, ma accomunati dall’idea di utilizzare il suono e l’immagine non semplicemente come elementi scenografici, bensì come strumenti di narrazione.

Ultra Club allarga ulteriormente il proprio perimetro con Design Talks, dedicato alla grafica contemporanea, e soprattutto con il Game Day del 27 settembre, realizzato insieme a RE. Qui il videogioco diventa materia artistica e terreno di riflessione, tra workshop, modding, talk e lavori del collettivo Total Refusal. È forse il momento che più chiaramente racconta l’ambizione dell’intero progetto: non parlare soltanto di musica elettronica, ma delle culture digitali che le stanno intorno.

È proprio questa la direzione più interessante di Ultra Club. In un momento in cui il confine tra clubbing, arte digitale, performance e tecnologia è sempre più sottile, il progetto del Romaeuropa Festival prova a fotografare una scena che non può più essere contenuta nella sola definizione di “musica elettronica”.

Per otto giorni il Mattatoio diventa così un luogo di passaggio tra linguaggi diversi, dove il club non è soltanto il posto in cui si ascolta musica, ma uno spazio in cui sperimentare nuove forme di cultura contemporanea.

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