We Are Tomorrow racconta ciò che succede fuori dal palco di Tomorrowland con quattro percorsi molto diversi accomunati dallo stesso punto di incontro
Tomorrowland questa volta non parte dal Mainstage. Nel nuovo episodio di We Are Tomorrow, la serie realizzata insieme ad Amazon Music, il festival belga abbassa per un momento il volume della propria macchina spettacolare e guarda alle persone che ci stanno dentro. Al centro c’è Miss Monique, ma attorno a lei si sviluppano tre storie molto diverse, unite da quello stesso universo che Tomorrowland ha costruito negli anni.
La DJ e producer ucraina è probabilmente il volto più immediatamente riconoscibile del progetto. Partita da Kyiv, Miss Monique ha costruito la propria carriera attraverso MiMo Weekly, la serie di mix che durante la pandemia ha raccolto milioni di visualizzazioni. Poi è arrivata la guerra, l’abbandono dell’Ucraina e la necessità di ricostruire il proprio percorso altrove. Oggi suona nei festival più importanti del mondo e torna a Tomorrowland portandosi dietro una storia che va ben oltre la musica.

È proprio questa la prospettiva scelta dal documentario: non raccontare semplicemente cosa significa suonare a Tomorrowland, ma cosa significa arrivarci dopo aver attraversato qualcosa. Nel caso di Miss Monique, il contrasto è evidente: da una scena costruita a Kyiv a un palco davanti a decine di migliaia di persone, con la guerra sullo sfondo e una carriera internazionale costruita quasi da zero.
Poi c’è Olav Stubberud, uno dei fotografi che più hanno contribuito a definire l’immaginario visivo della musica elettronica degli ultimi anni. Ha seguito Swedish House Mafia, The Chainsmokers e Martin Garrix, lavorato per alcune delle principali testate internazionali e trasformato il backstage della musica in un linguaggio riconoscibile. Ma il successo non gli ha evitato il momento in cui quella stessa macchina ha smesso di funzionare.
Durante la pandemia, con i tour cancellati, Olav ha perso anche il rapporto con la fotografia. La risposta non è stata cercare un nuovo soggetto, ma cambiare il modo di fotografare: tornare all’analogico, rallentare, togliere parte della velocità che aveva caratterizzato il suo lavoro. Il documentario lo fotografa in questo momento di transizione, dopo una carriera già arrivata molto lontano ma con ancora qualcosa da reinventare.

Da qui il film si sposta a Bangkok. Fahbeer è la proprietaria di Lost in Thaislation, cocktail bar costruito attorno a un’idea tanto semplice quanto particolare: prendere sapori e piatti della cucina thailandese e portarli nel bicchiere. Mango Sticky Rice incluso. Un progetto personale che unisce cultura locale, bartending e sperimentazione senza cercare di rientrare nei codici tradizionali del settore.
La sua storia entra anche nel futuro di Tomorrowland. Fahbeer sarà infatti protagonista di Tomorrowland Thailand, dove porterà Lost in Thaislation direttamente all’interno del festival con un proprio cocktail bar.
Un dettaglio che dice molto sulla direzione presa dal progetto: la musica resta il centro, ma attorno a essa si muove un ecosistema sempre più ampio di creatività e culture differenti.

La storia di Luca, invece, parte molto più lontano dai festival. Nato in Romania, cresciuto tra orfanotrofi e una situazione familiare difficile, a 18 anni ha lasciato tutto con pochi effetti personali e ha trascorso anni vivendo per strada, cercando semplicemente un modo per andare avanti. Nel 2017 ha vinto due biglietti per Tomorrowland attraverso un concorso radiofonico.
Quello che poteva essere soltanto un viaggio è diventato un punto di svolta. Le persone incontrate durante il festival sono rimaste nella sua vita e, nel tempo, quella community è diventata una famiglia. Oggi Luca vive a Colonia e lavora come fiorista a domicilio.
Tomorrowland, nel suo caso, non rappresenta tanto una destinazione quanto il momento in cui ha capito che la propria traiettoria poteva cambiare.

Quello che il documentario prova a fare è diverso: utilizzare quella piattaforma per raccontare cosa succede quando la musica entra nella vita delle persone e finisce per modificarne la direzione.
Quattro protagonisti, quattro percorsi completamente diversi e nessuna formula unica. Miss Monique rappresenta la resilienza di un’artista costretta a ricostruire la propria carriera lontano da casa; Olav il rapporto complicato tra creatività e successo; Fahbeer la capacità di trasformare una cultura in un linguaggio personale; Luca l’effetto imprevedibile di un incontro. Il festival è lo stesso, ma l’esperienza di ognuno è completamente diversa.
A legare il progetto alla musica c’è anche Million Miles Away (VIP Remix), il nuovo brano di Miss Monique realizzato come Amazon Music Original proprio per We Are Tomorrow e pubblicato su Tomorrowland Music.

Presentato il 23 settembre a Londra e Bangkok con Miss Monique presente agli eventi, il nuovo We Are Tomorrow è ora disponibile su Amazon Music, Amazon Prime Video e YouTube.
